Viaggio verso Agartha (2011): il film più ambizioso di Makoto Shinkai — trama completa, segreti di Agartha e perché parla di lutto

Descrizione immagine mancante

Se 5 Centimeters per Second parlava di separarsi e Your Name di ritrovarsi, Hoshi o Ou Kodomo (Children Who Chase Lost Voices, uscito in Italia come Viaggio verso Agartha) parla di quello che succede in mezzo: il lutto. Uscito in Giappone il 7 maggio 2011, è il film più lungo, più costoso e più divisivo di Makoto Shinkai. Dura 116 minuti, è un fantasy epico sotterraneo, e per anni è stato chiamato “lo Studio Ghibli di Shinkai”. Non è un insulto: è il tentativo più onesto di un autore intimista di misurarsi con il mito.

Scheda tecnica integrale

Titolo originale星を追う子ども / Hoshi wo Ou Kodomo
Titoli esteriChildren Who Chase Lost Voices from Deep Below, Journey to Agartha, Viaje a Agartha
Anno2011
Regia, sceneggiaturaMakoto Shinkai
StudioCoMix Wave Films
ProduttoriToshiaki Dōshita, Kōichirō Itō, Atsushi Iwasaki, Tomohiro Ogawa
Character designTakayo Nishimura
Art directorTakumi Tanji
MusicheTenmon
MontaggioAya Hida, Makoto Shinkai
Distribuzione JPMedia Factory
Distribuzione ITAKazè (luglio 2012)
Durata116 minuti
Voci JPHisako Kanemoto (Asuna), Miyu Irino (Shin/Shun), Kazuhiko Inoue (Morisaki)

La trama completa, atto per atto

ATTO 1 – La superficie. Asuna Watase ha 11 anni, sesta elementare. Vive a casa da sola perché la madre è infermiera e fa turni di notte. Il padre è morto quando era piccola e le ha lasciato una radio a galena con un cristallo blu come diodo. Ogni pomeriggio Asuna va al suo rifugio sulla scogliera e ascolta.

Un giorno la radio cattura una melodia che non è musica terrestre: è un canto lento, malinconico. Asuna resta folgorata.

Pochi giorni dopo, sul ponte, viene attaccata da un kuma-tek, una creatura simile a un orso con una maschera ossea. La salva un ragazzo con una tunica: Shun. La porta al rifugio, le fascia la ferita, ascoltano insieme la radio. Shun dice: “Vengo da Agartha, un paese sotto”. Prima di andare via le dà una benedizione, un bacio sulla fronte. “Tornerò domani”.

Il giorno dopo la madre le dice: “Hanno trovato un ragazzo nel fiume”. Asuna corre, ma è tardi. Shun è morto. Guarda il cielo per l’ultima volta.

ATTO 2 – Il maestro. A scuola arriva il supplente Morisaki. Fa lezione sul mito di Agartha, il mondo sotterraneo dove gli uomini vivevano con i Quetzalcoatl, draghi custodi dei morti. Quando gli uomini maturarono, i Quetzalcoatl si ritirarono sottoterra con chi volle seguirli.

Asuna va a trovarlo. Morisaki le mostra un clavis, un cristallo come quello della sua radio. “Serve per aprire le porte”.

Al rifugio Asuna trova Shin, identico a Shun. È il fratello minore. Arrivano gli Arcangeli, soldati in tuta nera che cercano il clavis. Shin e Asuna scappano in una grotta. Trovano un Quetzalcoatl cieco che attacca. Shin rifiuta di ucciderlo e gli consegna il suo clavis. Gli Arcangeli sparano al drago e usano il cristallo per aprire il portale.

Il capo si toglie il casco: è Morisaki.

ATTO 3 – Agartha. Sottoterra il mondo è in rovina. Cieli viola, rovine di una civiltà avanzata, villaggi che muoiono. Morisaki confessa: sua moglie Lisa è morta di malattia tre anni prima. Vuole usare la Porta della Vita e della Morte per riportarla indietro. Asuna decide di seguirlo, non per resuscitare il padre, ma perché sulla superficie è sola.

Viaggiano su una chiatta sotterranea. Vengono attaccati dagli Izoku, mostri senza occhi che vivono nell’ombra e rapiscono umani. Asuna viene catturata e incontra Manna, una bambina di Agartha. Shin, ferito, le salva. Morisaki li trova lungo il fiume.

Arrivano ad Amaurot, la città della luce. L’anziano li ospita per una notte: “Avete riportato Manna, ma i terrestri portano sempre sfortuna”. La gatta Mimi, che Asuna aveva nascosto nello zaino, muore durante la notte. Shin la offre a un Quetzalcoatl morente.

Il giorno dopo gli abitanti di Amaurot cercano di uccidere Morisaki e Asuna perché stanno andando alla Porta. Shin li difende e viene ferito. Morisaki scambia la sua pistola con il frammento di clavis di Asuna.

ATTO 4 – La Porta. Asuna e Shin passano la notte in un fiume che si prosciuga. Asuna ammette: “Sono venuta perché ero sola”. Vengono attaccati dagli Izoku, salvati da Shin. Vedono l’Arca della Vita scendere dal cielo.

Un ultimo Quetzalcoatl li porta in fondo al baratro. Prima di morire canta: la sua canzone è la stessa musica che Asuna sentiva alla radio. Era il canto d’addio di Shun, che il drago aveva assorbito.

Alla Porta, Morisaki ha già evocato Lisa. Serve un corpo. L’anima di Lisa entra in Asuna. Per salvarla, Shin distrugge il clavis, anche se Morisaki lo avverte: “Perderai qualcosa”. Asuna torna in sé. Lisa, prima di svanire, dice a Morisaki: “Trova la felicità senza di me”.

Morisaki, con un occhio perso, chiede a Shin di ucciderlo. Shin risponde: “Portare il peso di un morto è una maledizione. Devi vivere”.

Asuna torna in superficie da sola. Un anno dopo, alle medie, guarda la scogliera dove ha incontrato Shun. Non piange più.

I personaggi

Asuna è la prima eroina attiva di Shinkai. Non aspetta, agisce. Hisako Kanemoto le dà una voce stanca da adulta intrappolata in un corpo di bambina.

Shun e Shin (entrambi Miyu Irino) sono due facce della stessa perdita. Shun vuole vedere la superficie e muore guardando le stelle. Shin vuole proteggere Agartha e impara a lasciar andare.

Morisaki (Kazuhiko Inoue) non è un cattivo. È un vedovo che non accetta. È la versione adulta di Asuna se non imparerà a lasciar andare.

La produzione: da Londra ad Agartha

Dopo 5 cm (2007), Shinkai andò a Londra nel 2008. Tornò nel 2009 e il 24 dicembre pubblicò due concept art: una ragazza con una radio, un mondo sotterraneo. Disse: “Per dieci anni ho raccontato addii. Voglio raccontare come si supera la perdita”.

A novembre 2010 annunciò titolo, trama e teaser. Riportò Tenmon alla musica dopo la parentesi di Kashiwa. La produzione durò 18 mesi, la più lunga fino ad allora.

Il film uscì il 7 maggio 2011, due mesi dopo il terremoto del Tohoku. Molti critici lessero Agartha come metafora del Giappone che cerca i suoi morti.

Prima dell’uscita, Media Factory lanciò due manga: su Monthly Comic Gene e su Monthly Comic Flapper (aprile 2011).

La musica

Tenmon compose una colonna orchestrale, lontana dal minimalismo precedente. Il tema principale è una variazione del canto dei Quetzalcoatl, lo stesso che Asuna sente alla radio.

Distribuzione e incassi

  • Giappone: 7 maggio 2011
  • DVD/BD JP: 25 novembre 2011
  • USA (Sentai): novembre 2012 — poi licenza persa nel 2019
  • USA (GKIDS): riedizione 2023
  • Italia (Kazè): luglio 2012

Incasso mondiale: 645.560 dollari (Box Office Mojo). Dettaglio: Corea del Sud 312.000, Giappone 198.000, Russia/CIS 89.000, Hong Kong 46.000. Un flop commerciale, ma un cult in home video.

Critica

Divisa. Su MyAnimeList ha 7,5. Molti lo accusarono di “Ghibli-fanfiction”. Altri lo difesero.

Luke Halliday (Capsule Computers) gli diede 10/10: “Children Who Chase Lost Voices è il culmine della carriera di Shinkai. È il film più importante dell’anime del nuovo millennio perché ci ricorda quanto può essere magico l’anime”.

In Italia passò quasi inosservato, sepolto dall’uscita di Your Name cinque anni dopo.

Perché è fondamentale

Perché qui Shinkai impara tre cose che userà dopo:

  1. Un mondo con regole proprie (Agartha → il mondo degli spiriti di Your Name)
  2. Un adulto che insegue un morto (Morisaki → Taki che cerca Mitsuha)
  3. La musica come ponte tra mondi (la radio → il filo rosso)

È il film dove capisce che non puoi riportare indietro chi ami. Puoi solo imparare a vivere con la loro canzone in testa.

Translate this page / Traduci questa pagina:

Lascia un commento

🎧 Lettore Pandora
Pronto