Una Fuga Disperata tra Scienza e Mutazione
La vicenda si apre nell’oscurità dei laboratori della Doress, un’organizzazione paramilitare e scientifica senza scrupoli che ha raggiunto un traguardo terrificante: il perfezionamento del progetto Baoh. Si tratta di un parassita biologico dormiente che, una volta iniettato in un ospite umano, ne potenzia le capacità fisiche fino a renderlo un’invincibile macchina da guerra, capace di rigenerarsi e secernere sostanze corrosive.

Il giovane Ikuro Hashizawa, vittima di un terribile incidente stradale orchestrato proprio dalla Doress, viene scelto come cavia ideale. Mentre si trova in stato di animazione sospesa per permettere al parassita di maturare nel suo cervello, la sua strada incrocia quella di Sumire,
una bambina di nove anni dotata di straordinarie capacità precognitive, anch’essa prigioniera dell’organizzazione.
Durante un trasferimento ad alto rischio su un treno laboratorio, Sumire riesce a fuggire e, quasi per istinto, risveglia Ikuro dal suo sonno forzato. È l’inizio di una caccia all’uomo senza tregua:
- Il Risveglio del Mostro: Quando gli agenti della Doress mettono alle strette i due fuggitivi, il parassita avverte il pericolo mortale e attiva il “Fenomeno Baoh”. Il corpo di Ikuro muta, la sua pelle si indurisce e la sua coscienza umana svanisce per lasciare spazio a un istinto omicida primordiale.
- L’Escalation di Violenza: La Doress non può permettere che la loro arma più preziosa vaghi libera. Il crudele Dr. Kasuminome invia contro la coppia una serie di sicari sempre più letali: dal brutale Numero 22, un uomo potenziato fisicamente, fino al formidabile Doral, un esperimento cibernetico progettato per contrastare le mutazioni biologiche.
La fuga di Ikuro e Sumire diventa un viaggio verso il cuore dell’oscurità, culminando in uno scontro finale nei laboratori sotterranei della Doress, dove Ikuro dovrà affrontare non solo i nemici esterni, ma anche la battaglia interiore per non farsi divorare completamente dall’entità che vive dentro di lui.
La Produzione: Il Tocco Visionario dello Studio Pierrot
Dietro la trasposizione animata di Baoh c’è lo Studio Pierrot, un nome che oggi associamo a colossi come Naruto o Bleach, ma che nel 1989 era nel pieno della sua fase più sperimentale e coraggiosa. La sfida non era semplice: tradurre in movimento lo stile grafico di Hirohiko Araki, che già allora si distingueva per una complessità anatomica e un dinamismo fuori dal comune.
La Regia di Hiroyuki Yokoyama
Sotto la direzione di Hiroyuki Yokoyama, il team di produzione scelse di puntare tutto su un’atmosfera cupa, quasi soffocante, tipica del genere cyberpunk/body-horror che dominava quegli anni. A differenza delle serie televisive dell’epoca, la natura di OAV (Original Video Animation) permise allo studio di non scendere a compromessi:
- Qualità Cinematografica: La fluidità delle trasformazioni di Ikuro e l’efferatezza degli scontri mostrano una cura nel dettaglio che solo le produzioni destinate al mercato home-video potevano permettersi.
- Character Design fedele ma evoluto: Il design dei personaggi, curato da Michi Sanaba, riuscì a mantenere l’essenza “spigolosa” e muscolare di Araki, rendendo però le linee più adatte all’animazione fluida.
Effetti Visivi e Colonna Sonora
Lo Studio Pierrot fece un uso magistrale della colorazione e dei contrasti. Le scene d’azione sono caratterizzate da un uso espressionista delle luci: il blu elettrico e il viola dominano i momenti in cui il parassita prende il controllo, creando un distacco visivo netto tra la realtà umana e l’orrore biologico.
Ad accompagnare queste immagini troviamo la colonna sonora di Hiroyuki Nanba, che fonde sonorità sintetizzate tipiche degli anni ’80 con ritmi incalzanti, perfetti per sottolineare la tensione della fuga e la brutalità dei combattimenti. È un comparto sonoro che non cerca la melodia orecchiabile, ma punta a creare un senso di urgenza e inquietudine costante.
Un Ponte verso il Futuro
Produrre Baoh significò per lo Studio Pierrot testare tecniche di animazione che avrebbero poi definito lo standard per gli anni a venire. Anche se l’OAV copre solo una parte del manga originale, la perizia tecnica con cui è stato realizzato lo ha trasformato in un pezzo di storia, un esempio di come l’animazione possa farsi carne, sangue e metallo.
L’Autore: Il Genio Visionario di Hirohiko Araki
Se Baoh possiede quell’energia estetica così peculiare, il merito è interamente del suo creatore: Hirohiko Araki. Nato a Sendai, nella prefettura di Miyagi, il 7 giugno 1960, Araki è oggi considerato uno dei mangaka più influenti e iconici della storia, un artista capace di fondere il fumetto giapponese con l’arte classica italiana, la moda d’alta classe e il rock occidentale.
Le Origini e lo Stile
Cresciuto in una famiglia che lo ha spronato a leggere e disegnare, Araki ha debuttato giovanissimo nel mondo dei manga. Fin dai suoi primi passi, è stato chiaro che la sua visione si distaccava dai canoni dell’epoca. Le sue origini artistiche affondano le radici nel desiderio di creare storie dove la fisicità e la posa dei personaggi comunicassero tanto quanto le parole. In Baoh, scritto tra il 1984 e il 1985, vediamo un Araki ancora giovane ma già padrone di una tecnica straordinaria nel rappresentare l’anatomia umana e la sua distorsione grottesca.
I Capolavori: Oltre i Confini della Fantasia
Sebbene Baoh sia l’opera che lo ha consacrato come maestro del genere d’azione fantascientifica, la carriera di Araki è costellata di successi che hanno cambiato le regole del gioco:
- Le bizzarre avventure di JoJo (JoJo no Kimyō na Bōken): Il suo capolavoro assoluto, iniziato nel 1987 e tuttora in corso. Una saga generazionale che ha introdotto concetti rivoluzionari come gli “Stand” e che ha influenzato generazioni di artisti e videogame.
- Vento Aureo: La quinta parte di JoJo, ambientata interamente in Italia, che testimonia il suo amore viscerale per il nostro Paese, la sua arte e la sua moda.
- Rohan al Louvre: Un riconoscimento prestigioso del suo valore artistico; Araki è stato uno dei pochi fumettisti al mondo a cui è stato permesso di esporre le proprie tavole e creare un’opera originale per il celebre museo parigino.
L’Eterno Giovane del Manga
Oltre che per le sue opere, Araki è famoso tra i fan per la sua incredibile longevità artistica e il suo aspetto che sembra non invecchiare mai—un dettaglio che spesso i lettori associano scherzosamente proprio alle maschere di pietra o ai parassiti immortali come Baoh.
In questo OAV, Araki mette in scena le sue ossessioni: il destino ineluttabile, la bellezza del dolore e la forza di volontà che permette all’individuo di superare i propri limiti biologici. Baoh è il terreno fertile su cui è fiorito tutto l’universo narrativo che oggi ammiriamo in JoJo.
| Nome e Cognome | Età | Caratteristiche Fisiche | Superpoteri / Abilità | Ruolo nel Film |
| Ikuro Hashizawa | 17 anni | Capelli castani, fisico atletico. Dopo la mutazione: pelle bluastra, capelli bianchi ritti, occhi rossi e corporatura massiccia. | Fenomeno Baoh: Lame retrattili sugli avambracci (Saber Off), secrezione di acido corrosivo, rigenerazione cellulare e scariche elettriche. | Protagonista: La vittima dell’esperimento che lotta per mantenere la sua umanità mentre protegge Sumire. |
| Sumire | 9 anni | Piccola di statura, capelli scuri a caschetto, grandi occhi espressivi. | Poteri Psichici: Chiaroveggenza (vede il futuro prossimo) e telepatia. Riesce a percepire il pericolo prima che accada. | Co-Protagonista: La “guida” spirituale di Ikuro. È lei a risvegliarlo e a dargli un motivo per combattere. |
| Nome e Cognome | Età | Caratteristiche Fisiche | Superpoteri / Abilità | Ruolo nel Film |
| Dr. Kasuminome | ~50 anni | Alto, magro, sguardo gelido e distaccato. Indossa spesso un camice bianco. | Geniaccio Scientifico: Non ha poteri fisici, ma possiede una mente tattica spietata e una conoscenza totale della bio-genetica. | Antagonista Principale: Il capo scienziato della Doress. Vede Ikuro solo come un oggetto di sua proprietà da recuperare. |
| Doral | Sconosciuta | Un cyborg imponente con parti meccaniche visibili e un volto inespressivo. | Potenziamento Cibernetico: Forza sovrumana, resistenza ai colpi e braccia trasformabili in armi da fuoco. | Killer d’Elite: L’ultimo ostacolo inviato da Kasuminome per uccidere Baoh e catturare Sumire. |
| Numero 22 | Sconosciuta | Aspetto mostruoso, pelle grigiastra, muscolatura ipertrofica e deforme. | Forza Bruta: Un esperimento fallito ma letale, dotato di una potenza fisica devastante e resistenza al dolore. | Sicario: Il primo vero banco di prova per i poteri rigenerativi di Ikuro durante l’inseguimento. |
| Walken | ~40 anni | Un uomo imponente appartenente a una tribù di nativi americani, sguardo fiero. | Poteri Psionici: È il sensitivo più potente della Doress. Può scagliare onde d’urto mentali e manipolare la materia. | Antagonista Secondario: Un guerriero che combatte per dovere, rappresentando la controparte psichica alla forza fisica di Baoh. |
| Nome | Specie | Caratteristiche | Ruolo nel Film |
| Sunny the Marim | Creatura modificata | Sembra un piccolo marsupiale con grandi orecchie e una coda prensile. | Compagno di viaggio di Sumire; funge da elemento di “tenerezza” in un mondo brutale e avverte la presenza dei nemici. |
💡 Curiosità e Retroscena: Il Destino di un Cult
Nonostante oggi consideriamo Hirohiko Araki una leggenda vivente, la strada di Baoh non è stata priva di ostacoli. Ecco alcuni fatti che pochi conoscono:
1. Il Manga Originale
Sì, esiste un fumetto! Baoh è stato serializzato sulla celebre rivista Weekly Shōnen Jump tra il 1984 e il 1985. È un’opera breve, raccolta in soli due volumi (tankōbon). In Italia, è arrivato grazie a Granata Press nei primi anni ’90 e successivamente è stato ripubblicato da Star Comics. Leggere il manga è un’esperienza interessante perché contiene scene e dettagli splatter ancora più estremi rispetto all’anime.
2. Un Successo “Lento” (Il Paradosso del Mercato)
Al momento della sua uscita in Giappone, Baoh non fu un successo commerciale immediato come lo sarebbe stato JoJo poco dopo. Anzi, quando fu portato negli Stati Uniti nel 1990, le vendite furono così basse che la casa editrice (Viz Media) decise inizialmente di non pubblicare JoJo, temendo un altro flop.
- Il Cult Postumo: Solo anni dopo, con l’esplosione mondiale di JoJo, i fan hanno riscoperto Baoh, trasformandolo in un cult assoluto. Oggi è considerato il “prototipo” fondamentale per capire l’evoluzione dello stile di Araki.
3. L’Influenza e i Fanclub
Baoh non ha generato fanclub ufficiali enormi come i franchise moderni, ma la sua influenza è ovunque:
- Videogiochi: Ikuro Hashizawa (nella sua forma Baoh) è apparso come personaggio giocabile in diversi giochi dedicati a JoJo, come JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle, a testimonianza di quanto Araki sia rimasto legato a questa sua creatura.
- Eredità stilistica: Molte serie di genere “biopunk” degli anni ’90 hanno preso ispirazione dalle mutazioni corporee di Baoh. La tecnica del parassita che trasforma l’ospite in un’arma è un tema che ritroveremo in opere come Guyver o Parasyte.
4. Il “Jojo prima di Jojo”
I fan chiamano spesso Baoh “il prototipo di Phantom Blood”. Molti elementi di Baoh sono stati “riciclati” e migliorati in JoJo:
- La maschera di pietra che trasforma gli umani.
- L’idea di poteri che derivano dal sangue o dalla biologia.
- Il design dei cattivi iper-muscolosi e spietati.
In definitiva, riscoprire Baoh oggi non significa solo guardare un vecchio OAV degli anni ’80, ma assistere alla nascita di un mito. È il primo vagito di un genio, Hirohiko Araki, che da lì a poco avrebbe cambiato per sempre il mondo del fumetto e dell’animazione.








