Itsuka Tenma no Kuro Usagi: Perché vale ancora la pena vederlo

A Dark Rabbit Has Seven Lives

A Dark Rabbit Has Seven Lives, La trama:

Torniamo indietro nel tempo. Siamo nel 2002, in Giappone, in una piccola città dove sorge l’accademia Miyasaka.

È estate. Un bambino di 7 anni, Taito Kurogane, si perde nel parco giochi e incontra una ragazza dai capelli lavanda e gli occhi cremisi. Lei si chiama Saitohimea. Non è una bambina normale: è l’Ultima Vampira, la più Antica Strega. Tra i due nasce un patto d’amore indissolubile, suggellato col sangue.

Per salvarlo da un destino crudele, Saitohimea gli inietta un veleno magico che lo rende immortale, ma a una condizione ben precisa: non può morire a patto che non venga ucciso per ben sette volte in quindici minuti.

Quella stessa notte, però, vengono attaccati da Hinata Kurenai. Quest’ultimo uccide Taito sei volte di fila. Per fermarlo e salvare la vita del ragazzo, Saitohimea accetta di farsi portare via e fa cancellare la memoria di Taito. Lei viene rinchiusa in una dimensione vuota, senza luce né suono, per nove lunghi anni. Lui, ignaro di tutto, torna a una vita normale, convinto di essere solo un ragazzo sfortunato che ha dovuto lasciare il karate per via di un grave infortunio alla gamba.

Avanti veloce. Siamo nell’aprile 2011, durante il primo anno alla Miyasaka High.

Taito ora ha 16 anni, fa sogni ricorrenti di quella misteriosa ragazza ma non riesce a ricordarne il nome. L’8 luglio 2011, come viene raccontato magistralmente nell’anime, succede l’impossibile: per salvare la sua compagna Mirai Andou da un camion in corsa, Taito viene decapitato. Ma invece di morire, la sua testa si riattacca miracolosamente al corpo. Questo profondo trauma rompe definitivamente il sigillo della sua memoria.

Taito ricorda il nome perduto. Urla con tutto il fiato che ha in gola: “Saitohimea“. A chilometri di distanza, all’interno della sua tetra prigione, lei riacquista improvvisamente i poteri e riesce a fuggire. Nello stesso istante, la gamba di Taito guarisce del tutto.

Da qui ha inizio la vera guerra. Taito e Saitohimea si riuniscono nel loro vecchio parco, ma vengono fin da subito braccati dalla Chiesa e dal Consiglio Studentesco guidato da Gekkou Kurenai, un autentico genio di 16 anni assetato di vendetta contro suo fratello gemello Hinata. Insieme a loro c’è Mirai, che si scopre non essere una semplice studentessa, ma un potente demone del fulmine di 14 anni costretta a obbedire a Gekkou.

La posta in gioco in A Dark Rabbit Has Seven Lives non è solo l’amore: Hinata vuole usare l’immenso potere di Saitohimea per risvegliare Bahlskra, l’altro antico vampiro sigillato. Nel frattempo, Taito scopre che la sua presunta immortalità ha un prezzo salatissimo: ogni morte consuma irreparabilmente una delle sue sette vite, e se dovesse perderle tutte nell’arco di un quarto d’ora, per lui sarebbe la fine definitiva.

Da aprile a settembre 2011, destreggiandosi tra sanguinosi combattimenti nel cortile della scuola, insidiosi patti demoniaci e una vampira gelosissima che decide di iscriversi nella sua stessa classe sotto il falso nome di “Himea Saito“, Taito dovrà imparare in fretta a usare la magia, proteggere chi ama e accettare il fatto che non è mai stato un ragazzo ordinario.


Itsuka Tenma no Kuro Usagi: il successo nato in sordina (Tokyo, Fujimi, 25 novembre 2008)

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - Itsuka Tenma no Kuro Usagi: il successo nato in sordina (Tokyo, Fujimi, 25 novembre 2008)

La casa editrice Fujimi Shobo fa uscire quasi in sordina il primo volume di una nuova light novel scritta da Kagami Takaya, autore che fino a quel momento era conosciuto dal pubblico esclusivamente per Densetsu no Yūsha no Densetsu (l’opera che in Italia è arrivata con il titolo “La leggenda degli eroi leggendari”). Il titolo originale è lungo e quasi impronunciabile: Itsuka Tenma no Kuro Usagi. Le affascinanti illustrazioni sono affidate a un giovane talento brasiliano-giapponese, Yū Kamiya, che solo qualche anno dopo diventerà famoso a livello globale con la hit No Game No Life.

Nessuno all’interno della redazione si aspetta un boom commerciale. Il genere rientra nel filone “gakuen, modern supernatural battle, fantasy” e l’etichetta Fantasia Bunko lo posiziona in mezzo a dozzine di altre uscite mensili standard.

L’esplosione silenziosa del franchise (2008-2011)

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - L'esplosione silenziosa del franchise (2008-2011)

Eppure, succede qualcosa di totalmente inaspettato. Il passaparola corre veloce nei forum giapponesi come 2ch e sulle pagine di Dragon Magazine. Il volume 1 va subito in ristampa. Il volume 2 esce a marzo 2009, il 3 a luglio. Visto l’entusiasmo, nel 2009 parte a razzo anche l’adattamento manga sulle pagine di Monthly Dragon Age, con i disegni di Asahina Shiori.

A luglio 2011, quando la serie letteraria raggiunge il volume 9, l’editore comunica un dato ufficiale che ha dell’incredibile: circa 1,5 milioni di copie cumulative vendute tra romanzi regolari e spin-off. Per una light novel che ha alle spalle solo tre anni di vita editoriale, si tratta di un numero a dir poco enorme.

Perché questo traguardo è così importante? Perché lo stesso autore, Kagami, ci aveva messo quasi dieci anni di duro lavoro per portare Densetsu no Yūsha ad avere un adattamento anime. Qui, come scrivono sorpresi i fan giapponesi sulle pagine di AtWiki, “l’anime è stato deciso in tempi incredibilmente brevi, se paragonato al passato è un vero e proprio miracolo“. L’aneddoto divertente che gira nei corridoi della redazione Fujimi è che l’editor aveva scherzato minacciando l’autore dicendogli: “Se questo titolo non vende, ti facciamo esplodere il cuore o ti buttiamo in mare”. Dopo il clamoroso successo commerciale, due editor sono stati promossi, ma l’autore no.

L’anime lampo dell’estate 2011: A Dark Rabbit Has Seven Lives arriva in TV

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - L'anime lampo dell'estate 2011: A Dark Rabbit Has Seven Lives arriva in TV

L’attesissimo annuncio animato arriva a fine 2010. La produzione dell’anime viene affidata allo studio Zexcs, con la regia di Yamamoto Takashi e la series composition curata da Morita Shigeru. La serie non va in onda sulla TV nazionale principale, ma viene trasmessa nel circuito UHF in seconda serata su reti come TV Saitama, Chiba TV e Sun TV, da luglio a settembre 2011, per un totale di 12 episodi più un episodio speciale OVA.

Non era affatto una stagione facile in cui farsi notare: quell’estate il palinsesto pullulava di colossi come Steins;Gate, Madoka Magica in replica e Idolm@ster. Itsuten (il nomignolo con cui i fan chiamano la serie in patria) non ha fatto il botto assoluto di ascolti, ma ha centrato perfettamente l’obiettivo che Fujimi voleva: ha trasformato una semplice light novel da libreria in un vero e proprio franchise multimediale.

Contemporaneamente all’anime, infatti, tra il 2010 e il 2012, escono in Giappone quattro manga differenti pubblicati in parallelo:

  • La trasposizione principale su Dragon Age (6 volumi totali, 2009-2012).
  • Lo spin-off incentrato sul consiglio studentesco di Gekkou su Shonen Ace (2 volumi).
  • La commedia parodia Itsuka Tenma no Dai Usagi (1 volume unico).
  • Lo spin-off sulle streghe Itsuka Tenma wo Kiru Majo su Comp Ace (2 volumi).

A tutto questo ben di dio si aggiunge un Drama CD doppiato da un cast stellare (tra cui Kaji Yuki, Inoue Marina e Ono Daisuke) che precede l’anime, i cui ruoli televisivi andranno poi a Tachibana Shinnosuke e Takamoto Megumi.

L’accoglienza del pubblico giapponese: l’erede malato di Shakugan no Shana

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - L'accoglienza del pubblico giapponese: l'erede malato di Shakugan no Shana

Il pubblico otaku dell’epoca ha accolto la serie come “il battle harem che non ti aspetti”. All’inizio sembrava riproporre la solita e trita storia della bella vampira innamorata del liceale immortale, ma dal volume 4 in poi la trama sterza bruscamente su profezie oscure, dei antichi caduti, cloni misteriosi e viaggi dimensionali mozzafiato. Nelle community di 2ch e successivamente su Twitter, i lettori più accaniti hanno iniziato a definirlo come “l’erede malato di Shakugan no Shana“.

I numeri delle vendite lo dimostrano chiaramente: dopo la messa in onda dell’episodio 3 dell’anime, il volume 8 della novel (uscito a giugno 2011) è subito balzato nella top 10 delle light novel più vendute di Oricon per ben due settimane consecutive. La bellissima opening dell’anime, “Once” cantata da Hitomi Harada, è arrivata a posizionarsi al 23° posto nella classifica karaoke di JOYSOUND di quell’estate, e il personaggio di Saitohimea è arrivato 7° nel grande sondaggio “Best Heroine Fantasia Bunko 2011”.

Sebbene non sia diventato un fenomeno sociale pop a livello di Sword Art Online, ha creato una fanbase durissima e pura: ancora oggi, se cerchi su Pixiv, troverai oltre 1.200 fanart originali taggate con “いつ天”, e il club ufficiale su MyAnimeList dedicato alla serie ha mantenuto vive discussioni attivissime fino al 2013, anno in cui la novel originale si è conclusa con l’ultimo volume 13.

La vera eredità dell’opera

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - La vera eredità dell'opera

Il successo più importante in Giappone è stato senza dubbio quello industriale. L’editore Fujimi ha capito velocemente che Kagami Takaya era un autore in grado di scrivere velocemente e macinare vendite senza dover più aspettare decenni per un anime. Grazie ai risultati di questo coniglio nero, gli hanno dato immediatamente il via libera e carta bianca per il suo progetto successivo, che nel 2012 diventerà nientemeno che Owari no Seraph (Seraph of the End).

Per la schiera di fan appassionati, Itsuten resta indelebilmente “la serie che ha bruciato tutte le tappe record”: passando da autrice esordiente a superare la soglia di 1,5 milioni di copie in soli 32 mesi, esplodendo da zero a ben quattro adattamenti manga paralleli e garantendosi un adattamento anime in meno di tre anni. Inoltre, rimane saldamente l’unica light novel in circolazione dove l’eroina principale è letteralmente una potentissima dea vampira disposta a passare nove strazianti anni rinchiusa in una prigione senza luce e suono, al solo scopo di aspettare pazientemente che il protagonista ricordasse il suo vero nome.

Itsuka Tenma no Kuro Usagi: Lista Personaggi Principali

Taito Kurogane

Taito Kurogane

Ruolo: Protagonista / Immortale
Età: 16

Caratteristiche: capelli azzurro chiaro, ex campione di karate, ha perso la memoria per 9 anni. Ha un patto con Saitohimea che gli dà 7 vite (se muore 7 volte in 15 minuti muore davvero).

Dinamiche: recupera i ricordi dopo l'incidente col camion, protegge Saitohimea, ottiene il famiglio Nyankichi.

Hinata Kurenai

Hinata Kurenai

Ruolo: Antagonista / Gemello di Gekkou
Età: 16

Caratteristiche: freddo, vede tutti come inferiori, evoca demoni e esseri dimensionali.

Dinamiche: ha separato Taito e Saitohimea 9 anni prima, vuole catturare Saitohimea.

Saitohimea

Saitohimea

Ruolo: Vampira Antica / Most Ancient Sorcerer
Età: aspetto 16-17

Caratteristiche: ultima vampira esistente, occhi cremisi, capelli lavanda. Ha donato il suo sangue a Taito per salvarlo.

Dinamiche: prigioniera 9 anni nel vuoto, si innamora di Taito, si iscrive a Miyasaka High.

Mirai Andou

Mirai Andou

Ruolo: Demone del Fulmine
Età: 14 (forma umana)

Caratteristiche: demone nobile, capelli diventano dorati quando usa i poteri, ama manga e Dr. Cinnamon.

Dinamiche: inizialmente mandata a uccidere Gekkou, poi fa il patto con lui, comic relief ecchi.

Haruka Shigure

Haruka Shigure

Ruolo: Amica d'infanzia / Osservatrice
Età: 16

Caratteristiche: compagna di classe di Taito, innamorata di lui, ha una doppia personalità senza emozioni.

Dinamiche: rappresenta il legame di Taito con la vita normale.

Izumi Aomi

Izumi Aomi

Ruolo: Segretaria del Consiglio / Umana
Età: 16-17

Caratteristiche: delinquente di Miyasaka High, unica a ricordare l'attacco demoniaco.

Dinamiche: entra nel consiglio per avventura, rivalità amichevole con Gekkou.

Gekkou Kurenai

Gekkou Kurenai

Ruolo: Presidente Consiglio Studentesco / Genio
Età: 16

Caratteristiche: freshman geniale, spada u0022Spell Erroru0022, esperto di esorcismi, possessivo con Mirai.

Dinamiche: cerca vendetta contro il fratello Hinata, usa Taito come pedina.

Bahlskra

Bahlskra

Ruolo: Vampiro Sigillato
Età: millenni

Caratteristiche: potente Most Ancient Sorcerer, in realtà personalità alternativa creata da Saitohimea per la solitudine.

Dinamiche: chiave della magia u0022Blissu0022.

Izumi Taiyou

Izumi Taiyou

Ruolo: Membro Consiglio / Supporto tattico
Età: 17

Caratteristiche: fedele a Gekkou, fornisce supporto logistico nelle battaglie.

Dinamiche: personaggio secondario, non ha poteri ma è affidabile.

Il mondo scopre il coniglio nero: l’estate del 2011

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - Il mondo scopre il coniglio nero: l'estate del 2011

Mentre nella madrepatria Giappone l’anime debuttava il 9 luglio 2011 all’1:05 di notte sugli schermi di TV Saitama, fuori dai confini nipponici stava succedendo una cosa che nel 2011 era ancora un evento piuttosto raro: il simulcast globale quasi in perfetta contemporanea.

Il 7 luglio 2011, la celebre piattaforma Crunchyroll annuncia ufficialmente a reti unificate che avrebbe trasmesso A Dark Rabbit Has Seven Lives in streaming legale e con sottotitoli in inglese. E non solo per gli Stati Uniti: il gigantesco accordo stipulato copriva Nord e Sud America, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Africa e Medio Oriente — praticamente coprendo l’intero globo terrestre tranne l’Asia e l’Europa continentale, sfortunatamente bloccata per colpa delle solite beghe legali sui diritti.

Nello stesso giorno dei festeggiamenti, anche la piattaforma Niconico.com (la versione inglese di Nico Douga) piazza l’opera in simulcast per l’utenza americana. Era il periodo d’oro e pionieristico in cui Crunchyroll stava faticosamente costruendo il suo grande catalogo estivo aggiudicandosi titoli come Sacred Seven, Dantalian e Usagi Drop, e Itsuten si guadagnò un posto in prima fascia, programmato per il venerdì alle 9:00 AM PDT.

Perché questo evento è stato così importante?

Nel 2011, assicurarsi un simulcast anime in diretta contemporanea col Giappone era considerato un lusso assoluto. Basti pensare che Densetsu no Yūsha no Densetsu, l’opera precedente del maestro Kagami, era arrivata ufficialmente in Occidente soltanto un anno dopo e solo tramite Funimation nel mercato home video. Qui invece, come riporta un articolo dell’epoca su Anime News Network, “Crunchyroll ha trasmesso in streaming A Dark Rabbit Has Seven Lives in vari paesi nello stesso momento in cui andava in onda in Giappone“, mentre Funimation si era accaparrata solo il fratello maggiore del franchise.

L’emozionante risultato pratico: per la primissima volta il pubblico internazionale ha potuto assistere alla cruenta scena in cui Taito perde la testa al minuto 12 del primissimo episodio nello stesso identico weekend dei fortunati spettatori giapponesi.

I numeri fuori dal Giappone: il successo digitale

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - I numeri fuori dal Giappone: il successo digitale

Purtroppo non abbiamo dati sulle vendite fisiche in occidente, semplicemente perché non è mai uscito un DVD o un cofanetto Blu-ray ufficiale nei mercati del Nord America o in Europa. La Funimation non ne ha mai acquistato la licenza, la Sentai nemmeno, per non parlare dell’Italia dove né Dynit né Yamato Video si sono mai fatte avanti. L’unica e rarissima edizione fisica a livello globale esistente è la versione taiwanese (Region 2) che veniva venduta tramite lo store YesAsia, che ad oggi risulta ovviamente fuori catalogo.

Tutto il successo mondiale di questa serie è quindi basato sul digitale e sul passaparola di culto:

  • Sul celebre portale MyAnimeList, l’anime mantiene un solido voto medio di 6.50 su 10, forte di oltre 60.392 utenti registrati che l’hanno regolarmente votato. Non si tratterà certo di un capolavoro da oscar, ma è un bacino di utenza enorme per una serie breve di soli 12 episodi orfana di una seconda stagione.
  • La light novel, che non ha mai visto una traduzione ufficiale in lingua inglese, vanta comunque un decoroso punteggio di 7.23 su MAL basato su 329 voti, tutti provenienti da fan sfegatati che l’hanno letta in lingua giapponese o sfruttando le lunghe fan-translation in rete.
  • Il titolo è stato localizzato in maniera ufficiale in ben quattro lingue all’interno dei database mondiali: inglese, tedesco, spagnolo e francese — tutti accomunati dallo stesso titolo unificato A Dark Rabbit Has Seven Lives. Questo è un chiaro segno che Crunchyroll e i vari database internazionali hanno sapientemente spinto l’opera come brand globale unico.

Ancora oggi, nel 2026, lo si può trovare comodamente in streaming solo per gli abbonati Crunchyroll Premium (Stati Uniti, Canada) e sulla piattaforma Roku Channel. Il motore di ricerca JustWatch lo segnala sorprendentemente disponibile in 67 paesi nel mondo, ma in molti di questi (tra cui le Filippine, l’Italia e la Germania) risulta geobloccato e costringe i fan più accaniti a utilizzare l’escamotage di una VPN.

La fanbase occidentale: piccola ma molto rumorosa

Fuori dai territori del Giappone l’opera non ha mai avuto un boom mainstream in grado di scuotere il mercato, ma ha comunque beneficiato di tre ben distinte ondate di popolarità:

  1. 2011-2012 – L’era del simulcast. Su popolarissimi forum di settore come AnimeSuki e sul subreddit r/anime, Itsuten si era guadagnato la nomea del “guilty pleasure” dell’estate. La stragrande maggioranza della gente lo guardava per la bellissima Saitohimea (magistralmente disegnata da Kamiya, che poco dopo esploderà con No Game No Life nel 2014) e per le stravaganze di Mirai, che con la sua esilarante ossessione per la bibita Dr. Pepper è diventata una meme super diffusa in era pre-Tumblr.
  2. 2014-2016 – Il potente effetto Kagami. Nel periodo in cui esce Seraph of the End e diventa uno spropositato successo mondiale, molti fan curiosi vanno a ritroso a spulciare la bibliografia dell’autore e recuperano Itsuten per pura curiosità. Su YouTube cominciano a spuntare come funghi compilation del tipo “Top 10 vampire anime” dove l’opera finisce sistematicamente in fondo alla classifica, ma c’è.
  3. 2020-oggi – Il fascino del culto del “lost media”. Essendo che non è mai stato ufficialmente doppiato in lingue come l’italiano, lo spagnolo o il francese, e non avendo mai ricevuto una lussuosa edizione fisica da collezionisti, l’anime è inesorabilmente diventato uno di quei particolarissimi titoli che i fan più giovani scoprono per caso su TikTok tramite vecchie clip dell’episodio 1 (celebre “il ragazzo che si riattacca la testa da solo”). Sull’app cinese il tag #darkrabbit ha addirittura superato il ragguardevole traguardo dei 4 milioni di visualizzazioni nel corso del 2023, racimolati quasi tutti tramite clip non ufficiali fansubbate.

Perché non ha mai sfondato davvero a livello commerciale?

Ci sono tre motivi fondamentali, tutti ampiamente documentati storicamente:

  • L’assenza di una licenza per le copie fisiche. Senza una distribuzione in formato DVD/Blu-ray nel mercato USA o EU, l’anime non è mai fisicamente entrato nei potenti e proficui circuiti di vendita specializzati come RightStuf o tramite la vetrina di Amazon.
  • Una storia lasciata a metà. L’adattamento anime riesce a coprire in 12 episodi solamente i primissimi 4 volumi cartacei su un totale di 13. Il pubblico internazionale, tipicamente abituato e affezionato alle serie con un finale autoconclusivo e chiuso, ha preferito mollarlo strada facendo.
  • Una spietata e feroce concorrenza estiva. Ritornando all’estate 2011: i palinsesti in simulcast vantavano macigni del calibro di Steins;Gate, le seguitissime repliche di Madoka Magica, e il delicato Usagi Drop. Itsuten, in questo mare di giganti, era ahimè rilegato a semplice titolo “di riempimento” del fine settimana.

L’eredità lasciata nel mondo dell’animazione

Oggi A Dark Rabbit Has Seven Lives rappresenta il più fulgido e classico esempio di “successo di nicchia a livello globale”: pur non avendo piazzato milioni di copie al di fuori del territorio del Sol Levante, ha comunque innegabilmente:

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - L'eredità lasciata nel mondo dell'animazione
  • Spianato e aperto definitivamente la strada all’autore Kagami nel difficile mercato dell’Occidente (senza l’esperienza maturata con quel simulcast, Seraph non avrebbe mai generato lo stesso incredibile hype nel 2015).
  • Sdoganato e fatto conoscere il tratto artistico di Yū Kamiya all’esigente pubblico internazionale con ben tre anni d’anticipo rispetto alla bomba di No Game No Life.
  • Creato e alimentato una fedele e stabile fanbase che ancora oggi, in pieno 2026, lo mantiene sorprendentemente in vita grazie alle visualizzazioni su Crunchyroll e all’interno delle appassionate community Discord, sempre dedite alla ricerca e traduzione delle light novel ancora inedite.

In termini puramente pratici, nel resto del mondo non è stato un epocale fenomeno generazionale, ma ha fatto da solidissimo ponte culturale. E bisogna ammettere che per una trama incentrata su un povero ragazzo costretto a morire brutalmente sette volte, non è affatto male essere clamorosamente sopravvissuta così a lungo nel cuore dei fan.

ITSUKA TENMA NO KURO USAGI – IL MANGA

11 volumi venduti in Giappone, 0 volumi arrivati in Occidente: storia controversa di un successo a metà

Creatore della storia originale: Kagami Takaya (lo stesso autore di Densetsu no Yūsha no Densetsu e del futuro hit Owari no Seraph)
Character design originale: Kamiya Yū (che solo due anni dopo conquisterà il mercato esplodendo con No Game No Life)
Editore: Fujimi Shobo → passato poi a Kadokawa
Periodo totale di pubblicazione: 9 ottobre 2009 – 26 novembre 2012

L’adattamento manga di Itsuten non è per nulla riconducibile a un’opera unica. Al contrario, è un gigantesco progetto narrativo a quattro teste, nato in redazione per cavalcare il clamoroso boom generato dalla light novel, la quale, nel luglio 2011, aveva già abbondantemente superato 1,5 milioni di copie cumulative distribuite in Giappone. I vertici di Kadokawa presero l’azzardata decisione di non puntare le loro fiches su un unico e semplice adattamento: decisero invece di lanciare contemporaneamente quattro serie differenti sparpagliate su tre prestigiose riviste diverse. Una strategia di marketing ferocemente aggressiva che, sfortunatamente per noi, nel mercato occidentale non ha mai trovato terreno fertile per attecchire.

GIAPPONE – 11 tankōbon stampati in totale, divisi su 4 serie parallele

1. LA SERIE PRINCIPALE – Itsuka Tenma no Kuro Usagi

Disegni: Asahina Shiori
Rivista di serializzazione: Monthly Dragon Age (target shōnen)
Periodo di serializzazione: 9 ottobre 2009 – 9 luglio 2012
Volumi totali: 6 – distribuiti in 32 capitoli

Questa serie rappresenta l’adattamento più rigoroso e fedele all’opera letteraria. Asahina ha il compito di prendere i primissimi quattro e densi volumi della novel e di comprimerli in 32 capitoli mozzafiato, utilizzando un tratto grafico molto pulito e incredibilmente vicino allo stile inconfondibile di Kamiya, ma reso più fruibile e adatto ai ritmi di un mensile. Esce nelle edicole giapponesi in contemporanea con l’inizio della trasmissione dell’anime (estate 2011), riuscendo nell’impresa di mandare i volumi 4 e 5 in ristampa per ben due volte di fila grazie al potentissimo traino del passaggio in TV. Il sesto conclusivo volume chiude l’arco narrativo con la durissima battaglia contro Hinata svoltasi nel cortile scolastico, collimando esattamente con il punto in cui decide di fermarsi l’anime. Riguardo alle vendite nipponiche, ha viaggiato nella media dei titoli pubblicati su Dragon Age (si stimano circa 25-30.000 copie a volume, in base a dati ufficiosi forniti da Oricon), garantendosi di restare saldamente in classifica per almeno due settimane, ma senza mai giustificare il rilascio di un’edizione ristampa in formato deluxe.

2. LO SPIN-OFF DEDICATO AL CONSIGLIO STUDENTESCO – Kōkō-hen: Kurenai Gekkō no Seitokaishitsu

Disegni: Imada Shushi
Rivista di serializzazione: Monthly Shōnen Ace (Kadokawa Shoten)
Periodo di serializzazione: 26 febbraio 2011 – 26 novembre 2012
Volumi totali: 2 – distribuiti in 10 capitoli

In questo progetto collaterale il vero protagonista non è Taito, bensì Gekkō. Viene strutturato come una leggera e spensierata commedia scolastica infarcita di battaglie magiche, ed è un’opera pensata esplicitamente per accontentare le schiere di fan che adoravano il carismatico personaggio del “genio narcisista”. L’artista Imada sceglie di disegnarlo con un aspetto molto più adulto e maturo, fiero di indossare il suo iconico coat nero anche in piena estate. La trama di questa serie si diverte a raccontare inedite missioni operative del consiglio studentesco che non hanno mai visto la luce nei romanzi della novel, con il demone Mirai incaricata di fare da esilarante tsukkomi (la “spalla comica” che fa rinsavire gli altri a suon di mazzate). Essendo uscita proprio mentre l’anime spopolava in onda, il volume 1 venne proposto con una pregiata cover variant dotata di luccicante ologramma venduta esclusivamente in tiratura limitata durante l’evento del Comiket 80.

3. LA PARODIA DEMENZIALE – Itsuka Tenma no Dai Usagi

Disegni: Tani Takeshi
Rivista di serializzazione: Monthly Dragon Age
Periodo di serializzazione: 9 febbraio 2011 – 9 settembre 2011
Volumi totali: 1 – distribuito in 16 capitoli regolari + 2 capitoli extra

Il titolo stesso della serie si diverte in un simpatico gioco di parole (il kanji “Dai” sta per grande). Questo manga è strutturato come una serie 4-koma demenziale ed esilarante in cui tutti i personaggi subiscono una spassosa trasformazione grafica e appaiono super deformed. La letale Saitohimea diviene qui una bizzarra vampira otaku la cui dieta si basa sul succo di pomodoro, mentre il super genio Gekkō perde miseramente ogni volta che prova a giocare a un banalissimo crane game (i classici pesca-pupazzi delle sale giochi nipponiche). Non ha avuto vita lunga: è durata solamente sette mesi in edicola, serializzata e pubblicata in parallelo proprio alla serie manga principale ospitata dalla stessa rivista madre, fungendo un po’ da gradito riempitivo per i lettori in vacanza nel periodo estivo. L’unico tankōbon pubblicato è con gli anni diventato un ricercatissimo piccolo oggetto da collezione, soprattutto perché impreziosito da due storie brevi extra mai più ristampate da Kadokawa in altre edizioni.

4. LO SPIN-OFF A TEMA MAGICO – Itsuka Tenma o Kiru Majo

Disegni: Edo-ya Pochi
Rivista di serializzazione: Comp Ace
Periodo di serializzazione: 26 luglio 2011 – 26 giugno 2012
Volumi totali: 2 – distribuiti in 11 capitoli

Questo progetto si presenta come il prodotto più interessante, ma allo stesso tempo il più oscuro e adulto dell’intero lotto. Le vere e uniche protagoniste di queste pagine sono le potenti streghe della fazione di Temperon Crowley (Rīne, Chiya e Clara), personaggi affascinanti che nella novel principale appaiono soltanto di sfuggita e per poche righe. Stilisticamente parlando è un puro seinen decisamente più cupo, ricco di combattimenti viscerali mischiati a dosi abbondanti di fanservice, disegnato sapientemente con un tratto molto morbido e accattivante che ricorda vagamente le atmosfere di Strike Witches. Rappresenta anche l’unico dei quattro adattamenti manga a essere narrativamente ambientato quasi per intero lontanissimo dal Giappone, portando le azioni nel bel mezzo della Germania. Purtroppo ha chiuso i battenti prematuramente al traguardo di 11 capitoli perché la dirigenza di Comp Ace ha inaspettatamente optato per un netto cambiamento della sua linea editoriale generale nel corso dell’anno 2012.

Totale in Giappone: L’impressionante somma di 6 + 2 + 1 + 2 = 11 tankōbon complessivi, tutti orgogliosamente pubblicati nel fiorente triennio tra il 2009 e il 2013 per mano di Fujimi Shobo e di Kadokawa, vantando svariate prime stampe, innumerevoli ristampe e ben tre ricercatissime edizioni in tiratura limitata con pregiati drama CD allegati alle copie fisiche.

OCCIDENTE – 0 volumi cartacei venduti, si vive solo di schede database e vecchie scan

Su questo delicato fronte la storia diventa brutale, cruda e onestamente va sviscerata tutta senza troppi peli sulla lingua.

Itsuka Tenma no Kuro Usagi - OCCIDENTE – 0 volumi cartacei venduti, si vive solo di schede database e vecchie scan

USA/Canada: L’incredibile verità è che nessuna singola casa editrice americana ha mai osato mettere legalmente sotto contratto editoriale nessuno dei quattro formati manga prodotti. Non si è fatta avanti né la potentissima Yen Press, che pure aveva già tra i propri autori di punta Kagami per via della fortunata serie letteraria Legend of the Legendary Heroes, e non ci hanno creduto minimamente colossi come Seven Seas o Viz. Curiosando sulla popolare pagina del database MyAnimeList,

la scheda riepilogativa relativa al manga principale si limita esclusivamente a snocciolare i soli dati tecnici del mercato giapponese, omettendo la presenza di qualsivoglia traccia di un editore che curi un’edizione di lingua inglese. L’unica e confusa traccia che tenta di conferire una minima parvenza di ufficialità risiede nel fatto che, sempre tra le etichette linguistiche di MAL, appaiono le misteriose voci “German: A Dark Rabbit has Seven Lives, Spanish: A Dark Rabbit has Seven Lives, French: A Dark Rabbit has Seven Lives”. Purtroppo per i fan si tratta esclusivamente di banali adattamenti di traduzione del titolo voluti dagli amministratori per il database internazionale interno, e non corrispondono in alcun modo a pubblicazioni cartacee realmente presenti in edicola.

Europa: Il mercato è desolatamente fermo a quota zero volumi in Francia (editori grossi come Kana, Ki-oon e Ototo non se ne sono interessati), quota zero assoluto nella grande Germania (nessuna firma da Tokyopop o da Carlsen), quota zero anche per il mercato in Spagna (totalmente snobbato sia da Norma Editorial che da Ivrea). L’oscura verità è che la succursale europea Kadokawa Europe, nell’importantissimo biennio tra il 2012 e il 2014, ha preferito investire grossi fondi spingendo esclusivamente verso la localizzazione di franchise considerati più sicuri come High School DxD, Date A Live e No Game No Life. Di riflesso, Itsuten non è mai nemmeno entrato a far parte di quelle dorate liste promozionali.

Italia: La situazione per noi lettori della penisola è se possibile ancora peggiore. La serie non è mai minimamente sbarcata sulle coste italiane: né per mano di Panini sotto l’etichetta Planet Manga, né ci ha provato coraggiosamente l’editore milanese J-Pop, non è rientrata tra gli annunci stellari di Star Comics e non ha suscitato alcun interesse negli uffici di Edizioni BD. Di questo titolo manga non c’è traccia nemmeno di una fantomatica proposta di licenza accennata tra i leggendari cataloghi leakati nei corridoi delle storiche edizioni del Lucca Comics and Games che vanno dal 2011 al 2015.

Come diamine ha fatto allora a leggerlo la curiosa fetta di fan occidentali? Ebbene, il pubblico occidentale c’è riuscito percorrendo un’unica ed illegale strada: attraverso le fatiscenti e amatoriali scanlation diffuse in internet. Lo storico gruppo amatoriale inglese autoproclamatosi “NanDesuKa” si era preso la briga di tradurre pazientemente i tre volumi iniziali dell’opera cartacea della serie principale a cavallo tra l’anno solare 2012 e il 2013, per poi essere costretto a mollare precipitosamente il colpo scoraggiato dall’impossibilità di recuperare scansioni raw di qualità decente e a causa di un palpabile calo di interesse mostrato dalla comunity. Visitando ancora oggi il celebre archivio Baka-Updates, lo stato di avanzamento che segna i capitoli scaricabili risulta malinconicamente fossilizzato attorno al misero 42% da ormai più di una decade abbondante. Di conseguenza, l’unica e vera alternativa percorribile restando nelle maglie della legalità è data dalla costosissima importazione diretta: setacciando enormi store online come YesAsia o affidandosi al più navigato CDJapan, è teoricamente ancora possibile trovare tra gli scatoloni in magazzino i logori tankōbon stampati in lingua giapponese rimasti invenduti ed etichettati “nuovi”, acquistabili a circa 600-800 yen al singolo pezzo (il tutto, ovviamente, pesantemente gravato da non indifferenti e altissime spese di spedizione intercontinentale).

Quali motivazioni spiegano questo imbarazzante buco distributivo? Dietro questo mistero editoriale si nascondono prepotentemente tre inconfutabili motivi concreti che non possono essere ignorati:

  1. L’apprezzatissimo adattamento anime risalente all’anno 2011 è stato regolarmente e legalmente trasmesso con la moderna formula del simulcast streaming grazie al provvidenziale intervento di Crunchyroll per i mercati esteri del Nord e del Sud America, fino ad arrivare al Nord Europa, in Africa e approdando persino in Medio Oriente. Nonostante tutto questo impegno distributivo televisivo, la serie animata non ha mai goduto in un secondo momento del rilascio di un’attesa edizione in formato home video per il mercato statunitense. Nelle fredde logiche imposte dal rigido mercato di quegli anni, senza la forte base d’appoggio assicurata dalle vendite in DVD, nessun editore si sarebbe mai preso la briga di pubblicare e finanziare il correlato manga spin-off (il famoso effetto manga tie-in).
  2. L’opera cartacea letteraria originale, la maestosa e fortunata light novel madre, sfortunatamente non è mai stata nemmeno trascritta o tradotta regolarmente in lingua inglese. Seguendo la naturale filiera del mercato, risulta chiarissimo che senza la preventiva, solida e duratura presenza in occidente della novel di riferimento ad assicurarne il successo ai botteghini, nessun editore estero occidentale dotato di senno investirebbe a cuor leggero enormi capitali assumendosi i colossali rischi imprenditoriali connessi al solo adattamento su manga.
  3. Nel corso dell’importantissimo e vitale anno 2012, i vertici centrali direttivi a capo di Kadokawa hanno serenamente e irrevocabilmente scelto a tavolino di investire massicciamente le loro energie nell’esportazione estera appoggiandosi ad altri e ben più redditizi titoli sempre firmati magistralmente dalla stessa abilissima mano dell’autore. La conseguenza nefasta di queste scelte manageriali è che quando nel 2014 la sua nuova maestosa opera Seraph of the End (Owari no Seraph) finì per sbaragliare le concorrenze ed esplose divenendo un travolgente e duraturo successo commerciale consacrato a livello planetario, l’intero dipartimento ha finito per accantonare e dimenticare le precedenti avventure scolastiche del fortunato, ma sfortunato, coniglio nero.

L’amaro risultato definitivo di queste scelte editoriali in sintesi: se viaggi in un volo intercontinentale diretto per le vivaci ed affollate strade del Giappone, puoi stringere gioiosamente tra le tue preziose mani ben 11 corposi volumi tankōbon ufficiali, tutti fieramente partoriti dalla florida mente di quattro grandi artisti mangaka incredibilmente diversi tra di loro, con pubblicazioni sparpagliate ordinatamente in ben quattro riviste manga, il tutto contornato dall’esistenza di esclusivi dischi drama CD e arricchito da innumerevoli variant cover speciali preziose come tesori. In netta contrapposizione a questa abbondanza disarmante, spostando la nostra bussola verso l’ampio ed esigente mercato del grande Occidente la triste realtà ci sbatte in faccia il nulla più totale: possediamo zero preziose pagine di inchiostro stampate ufficialmente e tradotte, potendo contare lealmente solo sull’esistenza di un’incompleta e stringatissima scheda rintracciabile nei meandri dei server digitali ospitati sul database MAL e arrabattandoci a decifrare le pochissime ed illegibili pagine di vecchie scan sgranate caricate online dagli amatori di passaggio in quel remoto decennio.


ITSUKA TENMA NO KURO USAGI NEL MONDO DEI VIDEOGAME

Nome ufficiale del gioco

Itsuka Tenma no Kuro Usagi Portable

Piattaforme di gioco supportate

  • PSP (PlayStation Portable) – L’unica ed esclusiva piattaforma hardware ufficialmente supportata e scelta per il lancio.
  • Metodo di Distribuzione: Classica uscita fisica su supporto UMD affiancata parallelamente dalla modernissima disponibilità di download digitale appositamente inserita e scaricabile comodamente tramite le pagine del PlayStation Store rigorosamente in lingua giapponese.
  • Blocco Regione: Titolo prodotto, testato ed immesso sul mercato con disponibilità limitata unicamente al solo ed esclusivo mercato domestico in madrepatria Giappone. Ad oggi non è mai stato tradotto o tantomeno localizzato parzialmente per accontentare un ipotetico pubblico estero di lingua inglese o d’altra estrazione europea o americana.

Data di Uscita ufficiale al pubblico

  • In Giappone: 22 dicembre dell’anno 2011 (prodotto e immesso sapientemente nelle vetrine nel periodo commercialmente perfetto per sbancare alle vendite in occasione delle lucrose festività di fine anno e intercettare la corsa al mercato natalizio dei giovanissimi).
  • Editore principale e team di sviluppo incaricato del progetto: L’onnipresente colosso del settore nipponico Kadokawa Shoten.
  • Prezzo di lancio di listino suggerito: Circa 6.090 preziosissimi yen richiesti all’utente per l’acquisto della canonica edizione normale (la classic edition), che schizzavano fino alla cifra di ben 8.190 fiammanti yen se il fan desiderava assicurarsi il pre-order per mettere le proprie avide mani sulla sfarzosa “limited edition deluxe” confezionata appositamente per chi non poteva farsi mancare l’aggiunta di un prezioso ed esclusivo drama CD audio in omaggio, il tutto minuziosamente conservato all’interno di una bellissima scatola speciale decorata con delle esclusive illustrazioni inedite appositamente autografate dalla mano magistrale del character designer Kamiya Yū in persona.

Genere di gioco di appartenenza

Classificazione Ufficiale Kadokawa stampata sul retro del packaging: “生徒会ライフ体感アドベンチャー”. Per farla breve e parlando in gergo più pratico e comprensibile: il prodotto finito si inserisce chiaramente in una commistione ibrida formata dall’impalcatura tipica delle narrative visual novel classiche abbinate a un calendario con appuntamenti e progressione temporale, fuso audacemente con delle fulminee e repentine sezioni di gioco improntate prepotentemente sullo stile action shooter (sparatutto d’azione in tempo reale).

Di cosa si tratta effettivamente e come si gioca pad alla mano

In questo singolare titolo esclusivo, vesti direttamente in primissima persona gli scomodi ma incredibili panni del povero sventurato Taito Kurogane, avendo la straordinaria possibilità di vivere in prima linea e dal vivo l’intero svolgimento fittizio di uno stressante e avventuroso anno scolastico prestando regolarmente il tuo fondamentale servizio giornaliero all’interno del bizzarro consiglio studentesco del liceo della scuola superiore di Miyasaka. Il core e lo scheletro dell’innovativo gameplay appositamente studiato dai programmatori nipponici risulta rigorosamente diviso chirurgicamente nelle seguenti tre distinte fasi di gioco principali, le quali si accavallano e si alternano sistematicamente allo scorrere metodico di ogni preciso giorno di gioco calcolato dal calendario virtuale:

1. Le fasi di Esplorazione libera
Una modalità che offre al videogiocatore la preziosissima libertà di muovere ed indirizzare Taito a suo esclusivo piacimento. Hai la preziosissima facoltà di girare ed esplorare a fondo svariate location dell’edificio scolastico: puoi perderti girovagando serenamente e pacificamente per i lunghi corridoi del liceo in cerca di compagni, fare capolino con passo deciso nell’enorme e austera biblioteca principale, oppure oziare pigramente trascorrendo la tua sacra pausa di svago sul vasto tetto assolato in cerca del fresco tepore dell’aria di primavera. Durante queste rilassanti escursioni giornaliere, il tuo scopo cardine diventerà interagire col vasto mondo del gioco: potrai dunque liberamente parlare o avviare lunghissimi, approfonditi ed esilaranti dialoghi a scelta multipla con gli iconici membri del grande cast corale formato dalla magnetica vampira Saitohimea, il cervellotico e arrogante Gekkō, la goffa ma potentissima Mirai, l’amica silenziosa Haruka e l’intero pittoresco gruppo del variopinto cast che popola la cittadina giapponese. Ogni singola risposta da te selezionata in queste cruciali fasi andrà non solo a influire visibilmente sull’affinità (modificando il punteggio positivo o negativo) coltivata nel rapporto coi singoli compagni testé citati, ma plasmerà irrimediabilmente e prepotentemente anche le sorti degli inevitabili eventi chiave futuri del gioco.

2. Eventi storia e scene speciali (Story Events)
A seconda delle minuziose scelte prese nella fase esplorativa, la progressione del calendario permetterà al giocatore di assistere allo sblocco progressivo di svariate e spettacolari missioni specifiche collegate strettamente ai filoni principali di intreccio della trama cardine (ed occasionalmente, anche divertenti episodi marginali extra non inclusi nel pacchetto dei romanzi regolari). Queste ricchissime e preziose scene aggiungono non poco al valore affettivo del gioco in quanto sono completamente impreziosite dal magistrale doppiaggio offerto dal validissimo ed intoccabile cast di doppiatori originali (seiyu) selezionati inizialmente e passati alla storia per le puntate televisive dell’anime.

3. Sessioni di Battaglie magiche (Modalità Action Shooter)
Ecco la vera anima pulsante, cinetica e adrenalinica dell’intera avventura da intrattenimento. Non appena il pericolo entra in gioco ed inevitabilmente la scottante situazione accantona i toni da commedia romantica, il gioco cessa i fronzoli narrativi scaraventandoti di prepotenza e passando fisicamente in un frenetico scontro armato e interattivo impostato e costruito minuziosamente in un’elaborata arena in grafica 3D tridimensionale. In veste d’eroe pronto al sacrificio della vita, toccherà solamente a te guidare saldamente il controller affrontando fisicamente frotte interminabili di creature e demoni, il tutto sparando colpi di magie e fendendo le difese nemiche ricorrendo all’impiego ravvicinato di attacchi fisici eseguiti in combo corpo a corpo, indispensabili per annientare i bersagli nemici designati dalla missione pur di difendere tenacemente i tuoi indifesi compagni di ventura e salvaguardare strenuamente l’integrità strutturale dell’immenso edificio scolastico che ti ha dato fiduciosamente asilo per tutto l’anno.

Lady Morgana

Lady Morgana

Esperta di viaggi in Puglia e Salento. Dal 2019 aiuto viaggiatori a scoprire spiagge segrete, borghi autentici e la cucina locale. Tutti i consigli sono testati personalmente durante i miei soggiorni tra Lecce, Otranto e Santa Maria di Leuca.

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