
Se pensate che un film d’amore debba durare due ore, avere baci e lieto fine, Makoto Shinkai con Il giardino delle parole (Kotonoha no Niwa) vi dimostra il contrario. In 46 minuti, uscito il 31 maggio 2013 in Giappone e il 21 maggio 2014 in Italia con Dynit, Shinkai racconta la storia più adulta della sua carriera: non l’amore come “ren’ai”, la parola moderna importata dall’Occidente, ma il “koi” antico, che si scriveva con i kanji di 孤悲, “tristezza solitaria”.
È un film sull’imparare a camminare, letteralmente.
Scheda Tecnica Completa
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Titolo originale | 言の葉の庭 / Kotonoha no Niwa |
| Paese, anno | Giappone, 2013 |
| Durata | 46 minuti |
| Regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio | Makoto Shinkai |
| Studio | CoMix Wave Films |
| Produttore | Noritaka Kawaguchi |
| Character design | Kenichi Tsuchiya |
| Art director | Hiroshi Takiguchi |
| Musiche | Daisuke Kashiwa |
| Ending theme | “Rain” – Motohiro Hata (cover di Senri Oe, 1988) |
| Distribuzione JP | Toho |
| Distribuzione ITA | Dynit / Nexo Digital |
| Voci originali | Miyu Irino (Takao), Kana Hanazawa (Yukari) |
La Trama: ogni incontro, in ordine
1. Il primo giorno di pioggia. Tokyo, inizio giugno. Takao Akizuki, 15 anni, primo liceo, invece di andare a scuola prende il treno per Shinjuku Gyoen. Sotto il padiglione in legno, disegna modelli di scarpe sul suo quaderno. Vuole fare il calzolaio, vive con madre assente e fratello maggiore, lavora part-time per pagarsi i materiali.
Arriva lei: Yukari Yukino, 27 anni, tailleur beige, lattina di birra e tavoletta di cioccolato alle 7:30 del mattino. Non si parlano. Prima di andare via, lei recita a memoria un tanka del Man’yōshū, libro XI, verso 2513: “Narukami no / sukoshi toyomite / sashi kumori / ame mo furanu ka / kimi wo todomemu” — “Un lieve tuono / cielo nuvoloso / forse pioverà / e allora resterai qui con me?”. Takao resta spiazzato.
2. Il rituale. Per tutta la stagione delle piogge, ogni mattina di pioggia si ritrovano lì. Senza darsi nomi, senza numeri. Lui le racconta il sogno delle scarpe, lei ascolta. Lui nota che lei mangia solo cioccolato e beve birra. Lei non dice perché salta il lavoro.
Takao inizia a prendere le misure del suo piede di nascosto, mentre lei dorme sulla panchina. Vuole farle un paio di scarpe.
3. L’estate secca. La pioggia finisce a metà luglio. Il padiglione è vuoto. Takao torna a scuola a tempo pieno, lavora in un ristorante la sera. Non la vede per due mesi.
4. La scoperta. A settembre, nei corridoi del liceo, Takao incrocia Yukari. Porta i libri di letteratura classica. È la sua professoressa. Un suo amico gli spiega: Yukari era stata presa di mira da un gruppo di studentesse del terzo anno, guidate da Aizawa, perché il ragazzo di Aizawa si era innamorato di lei. Per evitare scandali, Yukari aveva iniziato ad assentarsi. La “tristezza solitaria” l’aveva portata al parco.
5. Il temporale. Quel pomeriggio torna a piovere, fuori stagione. Si ritrovano al parco. Takao finalmente recita la risposta corretta al tanka, il verso 2514, che ha trovato studiando: “Narukami no / sukoshi toyomite / furazu tomo / ware wa todomaramu / imoshi todomeba” — “Un lieve tuono / anche se non piove / io resterò qui / insieme a te”.
Bagnati, vanno all’appartamento di Yukari. Lui le confessa: “Mi piaci”. Lei piange, gli dice che deve tornare a Shikoku dai genitori e che lascerà l’insegnamento. Lui si sente umiliato: “Mi hai trattato da bambino”.
6. La verità. Yukari lo rincorre sulle scale. Lo abbraccia sotto la pioggia e urla: “Io non sapevo camminare! Tu mi hai salvata!”. È la prima volta che ammette di essere stata salvata da un quindicenne. Lui piange a sua volta.
Epilogo. Nei titoli di coda: Takao passa gli esami per un pelo, continua a fare scarpe. Yukari torna a Shikoku e riprende a insegnare. Nella scena post-credits, inverno: Takao torna al padiglione innevato, posa le scarpe finite sulla panchina, legge l’ultima lettera di Yukari e promette: “Quando saprò camminare meglio, ti troverò”.
I Personaggi, più di due comparse
Takao Akizuki non è il tipico protagonista Shinkai sognatore. È pratico, cucina per la famiglia, paga le bollette. La sua passione per le scarpe non è estetica, è funzionale: vuole dare alle persone un modo per andare avanti. Doppiato da Miyu Irino, che gli dà quella voce rotta da adolescente che finge di essere adulto.
Yukari Yukino ha 27 anni ma, come dice lei stessa, “non mi sento più matura di quando ne avevo 15”. Beve birra e mangia cioccolato perché soffre di un disturbo del gusto da stress — un dettaglio che Shinkai ha inserito come metafora della sua salute emotiva. Kana Hanazawa la rende fragile senza mai farla sembrare una vittima.
Attorno a loro: la madre assente (Fumi Hirano), il fratello maggiore Shota che considera le scarpe “un capriccio”, la sua fidanzata Rika che invece incoraggia Takao, e Aizawa, la vera antagonista invisibile che non appare quasi mai ma rovina la vita di Yukari.
Dietro le quinte: sei mesi di ossessione
Il progetto nasce nella primavera 2012. Shinkai vuole fare “il suo primo film d’amore per adulti”. Annuncia tutto il 24 dicembre 2012. La produzione dura solo sei mesi, record per lui.
Perché così veloce? Perché Shinkai fa quasi tutto: regia, sceneggiatura, storyboard, montaggio, persino parte del compositing. Lo ha detto lui: “Con una squadra piccola posso piegare ogni dettaglio alla mia idea”. Va a Shinjuku Gyoen con una macchina fotografica, scatta centinaia di foto del padiglione azumaya, delle pozzanghere, delle foglie. Poi il team di Hiroshi Takiguchi dipinge sopra le foto, creando quel fotorealismo iper-dettagliato.
È anche il divorzio artistico da Tenmon, il compositore di 5 cm al secondo. Shinkai vuole un suono più elettronico e minimale, chiama Daisuke Kashiwa, pianista post-rock. La scelta spacca i fan, ma funziona: la pioggia ha bisogno di silenzi, non di archi.
Il film esce in modo rivoluzionario: il 31 maggio 2013 è al cinema in Giappone con il corto Dareka no Manazashi, ma lo stesso giorno è già su iTunes giapponese. Il Blu-ray esce il 21 giugno, mentre il film è ancora in prima visione. Nel 2013 è stato l’anime più venduto su iTunes.
Temi e simboli: perché piove sempre
1. Koi = solitudine. Shinkai ha spiegato in più interviste che voleva tornare al significato originale di “amore” nel Man’yōshū: non passione, ma “desiderio di qualcuno quando sei solo”. Il film non vuole curare la solitudine, vuole celebrarla.
2. Le scarpe. Non sono un feticcio. Yukari deve “imparare di nuovo a camminare” dopo il trauma del bullismo. Takao vuole costruirle lo strumento per farlo. Alla fine, quando lei torna a insegnare, non indossa ancora le scarpe — deve ancora guadagnarsele.
3. La pioggia. Normalmente nel cinema è tristezza. Qui è l’unico momento in cui il mondo è protetto. Solo quando piove i due possono incontrarsi senza ruoli sociali (studente/insegnante). Quando smette, la realtà li separa.
4. Il cibo. Birra e cioccolato non sono casuali. È l’unica cosa che Yukari riesce a sentire con il suo disturbo da stress. Quando alla fine torna a mangiare normale, sappiamo che sta guarendo senza che nessuno lo dica.
La Colonna Sonora Completa
OST di Daisuke Kashiwa (14 minuti totali):
- A Rainy Morning (0:50)
- Greenery Rain (3:01)
- Rain Of Recollection (1:08)
- While Hearing Sound Of Rain (1:43)
- A Silent Summer (4:09)
- The Afternoon Of Rainy day (3:06)
- A Rainy Morning: Epilogue (0:45)
Ending: “Rain” – Motohiro Hata. Shinkai ha scelto una canzone del 1988 perché voleva che gli adulti giapponesi la riconoscessero come un ricordo di gioventù, esattamente come Yukari ricorda la sua.
Doppiaggi
Originale: Miyu Irino, Kana Hanazawa, Takeshi Maeda, Fumi Hirano, Yuka Terasaki, Suguru Inoue, Megumi Han, Mikako Komatsu.
Italiano (Dynit 2014): Emanuele Ruzza (Takao), Chiara Colizzi (Yukari), Edoardo Stoppacciaro, Francesca Teresi, Rossella Celindano, Simone Veltroni, Fabiola Bittarello, Eleonora Vanni.
Curiosità: Hanazawa e Irino doppieranno di nuovo gli stessi personaggi in un cameo in Your Name (2016), dove Yukari insegna la parola “kataware-doki”.
Premi e accoglienza
Nonostante la durata, ha vinto:
- Kobe Theatrical Film Award 2013
- AniMovie Grand Prix allo Stuttgart Festival of Animated Film
- Premio della giuria al Fantasia International Film Festival di Montreal
- iTunes Best Animation of the Year 2013
Su MyAnimeList ha 7.86 con oltre 540.000 voti. La critica occidentale ha lodato l’arte come “ogni fotogramma è uno sfondo desktop”, criticando però la storia “troppo breve per sviluppare davvero la relazione”.
Le versioni alternative
Manga (2013, Midori Motohashi): aggiunge una scena dove Takao salta un incontro perché deve visitare una scuola di calzoleria, deludendo Yukari. Alla fine, lei indossa le scarpe.
Novel (Shinkai stesso): Takao va a studiare in Italia, si scrivono email per anni evitando di parlare di relazioni, e si ritrovano a Tokyo nel maggio 2018. È il vero lieto fine che il film nega.
Perché vederlo oggi
Perché è il film più onesto di Shinkai. Non c’è magia, non c’è scambio di corpi, solo due persone rotte che si usano come stampelle per una stagione. E perché in 46 minuti ti insegna che amare non è stare insieme, è dare all’altro gli strumenti per camminare da solo — anche se quel camminare ti porta lontano.