Resident Evil Requiem: Grace Ashcroft, Leon Kennedy e il ritorno a Raccoon City

Resident Evil Requiem: Grace Ashcroft, Leon e il ritorno del survival horror

— trama, Emily e Victor Gideon spiegati —

Resident Evil Requiem è uscito il 27 febbraio 2026 e ha già cambiato il canone della saga. Dopo lo showcase da 12 minuti, una domanda domina i forum: chi è davvero Grace Ashcroft, la nuova protagonista, e perché la sua storia riscrive tutto quello che sapevamo su Raccoon City?

In questa guida completa a Resident Evil Requiem analizziamo trama, gameplay, collegamenti con Outbreak e il vero ruolo di Emily, Victor Gideon e Leon S. Kennedy nel ritorno a Raccoon City.

Chi è Grace Ashcroft in Resident Evil Requiem?

Resident Evil Requiem: Grace Ashcroft, Leon e il ritorno del survival horror

Dimenticate i super-soldati e gli agenti addestrati a cui la serie ci ha abituato negli ultimi anni. Grace Ashcroft non è Jill Valentine, non è Claire Redfield e non ha le capacità di combattimento di Chris Walker. Grace è un’analista tecnica dell’FBI, una donna introversa che ha sempre preferito i libri, i database e il lavoro d’ufficio all’addestramento sul campo o all’uso delle armi da fuoco.

l motivo per cui si ritrova catapultata tra le rovine del terrificante Wrenwood Hotel di Raccoon City è strettamente personale e doloroso: proprio in quell’edificio, trent’anni prima,

I’è morta sua madre. Capcom, grazie all’evoluzione del suo motore grafico, ha puntato tutto sul concetto di “iper-realismo emotivo”: per mostrare l’ansia e la vulnerabilità di Grace, gli sviluppatori hanno utilizzato riferimenti reali (persino una parrucca su misura per catturare il movimento naturale dei capelli quando trema). Vedere il sudore sulla sua pelle e il tremolio delle sue labbra grazie alla potenza di calcolo di PS5 Pro e PC rende l’esperienza di gioco un vero e proprio bagno gelido nel terrore psicologico.

Chi è la bambina di Resident Evil Requiem? E perché è la chiave di tutta la storia

grace - Chi è la bambina di Resident Evil Requiem? E perché è la chiave di tutta la storia

Si chiama Emily.

Non è un flashback di Grace. Non è un fantasma. È un personaggio nuovo, non giocabile, ed è il cuore pulsante del “Mistero Elpis”.

Se ci fai caso, assomiglia in modo inquietante a Grace Ashcroft: gli stessi capelli chiari, la stessa fragilità nello sguardo. Possibile che sia una parente?

Non proprio — eppure il legame c’è, ed è molto più cupo e intimo di quanto immagini.

È per questo che Grace si lega a lei all’istante. Non per pietà. Perché Emily non è una sconosciuta: è agganciata al suo vero passato, a quella parte di storia che Alyssa Ashcroft ha cercato di seppellire al Wrenwood Hotel.

Loro due non si sono incontrate per caso. Erano destinate a trovarsi.

Dove si incontrano davvero

Subito dopo essersi separata da Leon.

Grace non sta cercando Emily. Sta cercando un’uscita. Leon viene inghiottito da un crollo nel corridoio ovest e le urla solo “vai avanti!”. Lei resta sola, con la torcia che sfarfalla.

Si infila in un’ala di servizio per tagliare verso le scale e sbatte contro una sala osservazione. Al centro, una cella di vetro blindato.

Dentro c’è lei. Emily.

Seduta sul letto, con il quaderno stretto al petto. Grace batte sul vetro — nessuna reazione. Solo quando sente il respiro, la bambina gira la testa. Occhi lattiginosi, completamente ciechi. Grace lo capisce al volo.

Quello che non capisce è perché è chiusa lì dentro.

A fianco della cella, riverso sulla console, c’è il cadavere di un dottore Umbrella. Sul registratore, l’ultima frase, rotta:

“Non avvicinarti a lei… non aprirla… non è una paziente…”

Grace prova la serratura: biometrica, morta. Non ha la chiave. Non ha il codice. Per ora non può far nulla.

Ed è qui che il gioco ti fa capire una cosa: è tutto programmato perché la incontri.

Più avanti, al secondo piano, Grace trova la stanza blindata dove è custodita la chiave magnetica della Stanza 3. Ma la chiave non è in una cassaforte normale. È dentro un dispositivo di sicurezza aptico progettato per non vedenti — un cubo che si apre solo seguendo una sequenza di vibrazioni e suoni, al buio totale.

Grace, da sola, non può farlo. Prova, fallisce, il dispositivo si blocca.

Serve Emily.

Serve la sua cecità, serve il suo udito, serve il bracciale a ultrasuoni che troverai poco dopo. Senza di lei, quella chiave non esce. Senza quella chiave, la cella non si apre. Senza aprire la cella, Grace non esce mai dal Rhodes Hill.

Non è un caso che si siano incontrate. L’intero laboratorio è costruito intorno a quel paradosso: solo la bambina rinchiusa può liberare chi è venuto a liberarla.

Resident Evil Requiem | Chi è Victor Gideon — il cervello di Umbrella dietro il rapimento di Grace e il mistero di Emily

grace - Chi è Victor Gideon — il cervello di Umbrella dietro il rapimento di Grace e il mistero di Emily

Chi è Victor Gideon?

  • Ex scienziato capo della Umbrella, allievo diretto di Ozwell Spencer. Nella trama ufficiale è lui che “attacca e rapisce” Grace all’Hotel Wrenwood ed è il mandante dell’omicidio di Alyssa Ashcroft otto anni prima. 
  • In italiano è doppiato da Luca Sandri — lo riconosci dalla voce roca anche quando è già mezzo mutato.

Perché è ridotto così

Victor non è nato mostro. È diventato così perché si è iniettato decine di varianti del virus T per sopravvivere alla Sindrome di Raccoon City (RCS), la stessa che sta uccidendo Leon. Il corpo ha retto, la faccia no: pelle necrotica, denti esposti, sangue che cola dall’occhio sinistro. È l’effetto dell’Elpis grezzo che sta cercando di stabilizzare.

Cosa c’entra con Spencer e con quella frase

Victor è ossessionato da Elpis perché crede che Spencer non abbia creato un’arma, ma un’eredità. Mentre Leon e Grace lo inseguono al Rhodes Hill, lui sta cercando Elpis, “un’arma biologica creata dal suo defunto mentore Ozwell Spencer”. 

La frase che senti — “E invece Spencer ci ha donato l’anarchia” — è il suo manifesto. Per Victor, Spencer non voleva ordine o evoluzione controllata. Voleva il caos, per far rinascere l’umanità dalle ceneri. Victor si vede come l’apostolo di quella anarchia: rapisce Grace perché scopre che “Grace è in qualche modo essenziale per raggiungere questo obiettivo”. 

Il suo destino (e perché lo rivedi alla fine)

Nel finale buono, dopo che Zeno si inietta Elpis, è proprio Victor — creduto morto — a uccidere Zeno. Poi fraintende completamente Spencer: “giura di usare Elpis per seminare il caos e sconvolgere l’ordine mondiale: attiva il sistema di autodistruzione di ARK e sprigiona i poteri del virus, trasformandosi in un mostro simile a Nemesis, che viene sconfitto da Leon”. 

Quindi quel volto sanguinante che vedi nel video non è ancora la forma finale. È Victor “umano”, a pochi minuti dal diventare il boss finale del gioco.

Resident Evil Requiem | Lo avete già incontrato (senza saperlo): dove si nascondeva Victor Gideon prima di Requiem

grace - Lo avete già incontrato (senza saperlo): dove si nascondeva Victor Gideon prima di Requiem

Se vi state chiedendo “ma dove l’ho già visto?”, la risposta è: non l’avete mai visto, ma avete già subito le sue conseguenze.

Victor Gideon non è un debutto totale. Capcom lo ha scritto come un villain che “ha trascorso decenni dietro le quinte nell’universo di Resident Evil”. È lui il motivo per cui certi file di Outbreak non tornavano mai. 

Ecco i suoi “titoli di comparsa”, in ordine cronologico — anche se in Requiem li scopri al contrario:

1. Resident Evil Outbreak (2003) – L’ombra al Wrenwood
Non compare fisicamente, ma è lui a ordinare l’omicidio di Alyssa Ashcroft. Nel 2018, “l’operazione di Gideon fu quasi esposta da una giornalista investigativa di nome Alyssa Ashcroft… Per metterla a tacere, Gideon inviò un assassino infetto al Wrenwood Hotel. Alyssa morì proteggendo sua figlia adolescente, Grace”. 

2. Resident Evil Requiem – Prologo: Wrenwood Hotel
Prima apparizione visiva. È l’uomo incappucciato che rapisce Grace dopo che lei recupera il dischetto di Alyssa. Leon lo vede fuggire e lo insegue, ma Victor scatena un’orda infettando i civili. 

3. Requiem – Atto 2: Rhodes Hill Chronic Care Center
Qui lo incontri da vivo. Si è nascosto nella clinica psichiatrica, fa esplodere il suo laboratorio segreto e usa l’epidemia per separare Leon e Grace. 

4. Requiem – Atto 3: Le rovine di Raccoon City / ARK
È il mandante che porta Grace da Zeno. Crede che lei sia la chiave per Elpis.

5. Requiem – Finale: “L’Anarchia”
Dopo essere stato dato per morto, ritorna. “Nel climax del gioco, Gideon subisce un’ulteriore grottesca trasformazione in una forma gigantesca e mostruosa che ricorda il Nemesis-T Type… che funge da boss finale”. È lui a pronunciare la frase del tuo screen: “E invece Spencer ci ha donato l’anarchia.” 

Quindi sì, non lo avevi mai visto in faccia prima del 2026. Ma se hai giocato Outbreak, se hai letto i file su Alyssa, se ti sei chiesto chi ha davvero ordinato quella morte al Wrenwood otto anni fa… lo avevi già incontrato.

Resident Evil Requiem | Il collegamento segreto tra Grace e Alyssa Ashcroft (Resident Evil Outbreak)

grace - Il collegamento segreto tra Grace e Alyssa Ashcroft (Resident Evil Outbreak)

Qui arriva il colpo di scena narrativo che i fan di vecchia data stavano aspettando fin dai primi leak. Grace è la figlia di Alyssa Ashcroft, la leggendaria e determinata giornalista sopravvissuta agli eventi della prima distruzione di Raccoon City nello storico spin-off Resident Evil Outbreak (2003).

Questo dettaglio non è un semplice “easter egg” per nostalgici, ma il vero e proprio perno centrale della trama. Le teorie più accreditate su Reddit e X (Twitter) suggeriscono che il sangue di Grace contenga anticorpi unici e preziosissimi, ereditati direttamente dal virus che Alyssa contrasse e da cui successivamente guarì grazie al siero Daybreak nel 1998. Questa caratteristica biologica unica rende Grace la preda perfetta per il nuovo, terrificante Stalker che dà la caccia al giocatore per tutta la durata dell’avventura. Il director Kōshi Nakanishi ha rivelato che l’attrice Angela Sant’Albano ha prestato voce e motion capture per dare vita a questo enigmatico personaggio.

Resident Evil Requiem | Il Gameplay di Resident Evil Requiem: Grace vs Leon S. Kennedy

grace - Il Gameplay di Resident Evil Requiem: Grace vs Leon S. Kennedy

Capcom ha deciso di non scegliere tra la “vecchia scuola” legata all’orrore puro e la “nuova scuola” votata all’azione spettacolare, ma ha scelto di unire entrambe le filosofie in un unico, straordinario pacchetto. L’esperienza di gioco in Resident Evil Requiem cambia radicalmente a seconda del personaggio che si sta controllando, alternando le due campagne per una durata complessiva di circa 20-25 ore di gameplay.

Resident Evil Requiem | La modalità Survival Horror con Grace Ashcroft (Stile RE2)

Controllare Grace significa tornare alle radici più pure del genere survival horror. La sua parte di avventura è ambientata all’interno del claustrofobico Wrenwood Hotel, dove l’atmosfera è densa, le munizioni sono contatissime e la gestione dell’inventario vecchio stile è fondamentale per non morire.

  • Il Dispositivo del Sangue (Iniettore Emolitico): Non essendo una combattente, Grace utilizza uno speciale iniettore per raccogliere campioni di sangue infetto dai nemici abbattuti. Questa risorsa serve a creare oggetti vitali, munizioni speciali o trappole esplosive per rallentare gli inseguitori, un richiamo moderno alla gestione risorse di Outbreak.
  • Standard (Classic) Mode: Per i puristi della saga, giocando nei panni di Grace i salvataggi automatici sono disabilitati ed è possibile salvare i propri progressi solo attraverso i mitici e introvabili nastri d’inchiostro.
  • Visuale in Prima e Terza Persona: Una delle più grandi sfide tecniche superate dal team di sviluppo è la possibilità di passare dalla prima alla terza persona in tempo reale, cambiando completamente la percezione del terrore a seconda della preferenza del giocatore.

Resident Evil Requiem | La modalità Action con Leon S. Kennedy (Stile RE4)

Dall’altra parte abbiamo il ritorno del veterano per eccellenza: Leon S. Kennedy. Più maturo, cinico e protettivo, Leon indossa un cappotto nero tattico che urla “esperto di bio-terrorismo” e funge da vero e proprio mentore per Grace.

Le sue sezioni sono dinamiche e aggressive: torna la meccanica del “parry” con il coltello, le mosse di arti marziali nel corpo a corpo e un arsenale di armi pesanti. Gli sviluppatori hanno arricchito i suoi dialoghi con un tocco di Dry Wit (ironia pungente) da uomo maturo che ha conquistato immediatamente i social, trasformando le sue clip in contenuti virali.

Resident Evil Requiem | Leon S. Kennedy: Il veterano del bio-terrorismo è tornato (Stile RE4)

Resident Evil Requiem: Grace Ashcroft, Leon e il ritorno del survival horror

Se la campagna di Grace Ashcroft rappresenta il “Ghiaccio” (il terrore puro e la vulnerabilità), le sezioni dedicate a Leon S. Kennedy sono la “Sauna”: pura adrenalina, potenza e controllo. Il ritorno del sopravvissuto di Raccoon City ed eroe di Resident Evil 4 in questo capitolo del 2026 segna la consacrazione definitiva del personaggio, che si presenta in una veste più matura, cinica e incredibilmente carismatica.

Indosso il suo iconico cappotto nero tattico, Leon non è più il poliziotto alle prime armi del 1998, ma un veterano temprato da trent’anni di guerre biologiche in tutto il mondo. Il suo ruolo in Resident Evil Requiem è quello di un agente speciale sul campo e,

al tempo stesso, di un mentore protettivo nei confronti di Grace, creando un contrasto narrativo e di gameplay che ha letteralmente fatto impazzire i fan sui social.

Resident Evil Requiem | Il Gameplay Action: Meccaniche e Combattimento

Giocare nei panni di Leon significa abbandonare la sedia elettrica della paranoia per imbracciare un arsenale pesante e un sistema di combattimento dinamico che perfeziona le migliori intuizioni dei capitoli moderni della saga:

  • Il ritorno del Parry con il Coltello: La popolarissima meccanica di difesa ravvicinata introdotta nel remake di RE4 torna in Requiem ancora più fluida. Leon può deviare gli attacchi dei nuovi mostri infetti dal virus Elpis, sbilanciarli e concatenare devastanti mosse di arti marziali nel corpo a corpo.
  • Arsenale Pesante e Potenza di Fuoco: A differenza di Grace, che deve contare ogni singolo proiettile e inventarsi trappole con l’iniettore emolitico, Leon ha accesso a fucili a pompa modificati, mitragliatrici tattiche e armi di grosso calibro, ideali per ripulire le macro-aree della città.
  • L’ironia “Dry Wit”: Gli sviluppatori di Capcom hanno arricchito i dialoghi di Leon con una buona dose di ironia pungente e battute sarcastiche da uomo vissuto. Questa scelta di scrittura è diventata immediatamente virale su X (Twitter) e TikTok, dove i fan celebrano affettuosamente questa versione “matura” dell’eroe.

Resident Evil Requiem | La Rivoluzione delle Aree Semi-Open World a bordo della Porsche

La vera e propria bomba mediatica di Resident Evil Requiem legata a Leon è l’introduzione di aree urbane “semi-open world” all’interno di una Raccoon City spettrale, e la clamorosa partnership commerciale stretta da Capcom con Porsche.

Per la prima volta nella storia del franchise, il giocatore può mettersi alla guida di una fedelissima Porsche Cayenne Turbo GT per spostarsi tra i viali deserti e i quartieri distrutti della città sotto la cupola. Questa meccanica non è un semplice orpello estetico, ma una necessità tattica: la vettura funge da hub mobile e permette di coprire rapidamente le grandi distanze che separano i punti d’interesse, offrendo una sensazione di isolamento e di vuoto urbano mai provata prima nella serie.

Attenzione però: guidare il bolide tra le strade devastate non vi renderà invincibili. Il Meteo Dinamico e le piogge acide di Raccoon City possono corrodere la carrozzeria e attirare i temibili zombie mutanti “elettrici”, capaci di mandare in corto circuito i sistemi della vettura e costringervi a scendere per combattere nel fango.

Resident Evil Requiem | La Mappa di Gioco: Esplorare Raccoon City nel 2026

grace - La Mappa di Gioco: Esplorare Raccoon City nel 2026

Ambientato esattamente 30 anni dopo il disastro nucleare del 1998, il gioco ci riporta in una Raccoon City trasformata in una “terra di nessuno”, sigillata sotto un’enorme cupola di contenimento. Non si tratta però di una semplice operazione nostalgia: la natura e le mutazioni biologiche si sono riprese gli spazi, creando un cimitero di cemento, vetro e vegetazione radioattiva.

Il Wrenwood Hotel: Un Labirinto di Ricordi

Il punto di partenza dell’incubo di Grace. Lontano dalle stanze pulite dei classici dipartimenti di polizia, il Wrenwood è un hotel di lusso in totale rovina. La carta da parati cade a pezzi rivelando muffe bio-organiche che sembrano respirare. Grazie alla tecnologia Ray-Tracing 2.0, le ombre si muovono dinamicamente anche in assenza di fonti di luce dirette, aumentando il senso di paranoia. Chicca per i veterani: le planimetrie di alcune stanze ricalcano fedelmente gli edifici storici di Resident Evil Outbreak.

Il Sanatorio di Raccoon City

Situato ai margini della città, tra le impervie e boscose montagne Arklay, questa struttura ospita il cuore dell’orrore psicologico del gioco. Tra nebbia fitta che entra dalle finestre rotte, archivi polverosi e laboratori segreti nascosti dietro pareti di piastrelle sporche di sangue, Grace dovrà ricostruire i tasselli mancanti sulla fine di sua madre Alyssa.

Le Aree Semi-Open World e la Partnership con Porsche

Per le sezioni dedicate a Leon, Capcom ha osato come mai prima d’ora. Il gioco presenta delle macro-aree esplorabili liberamente a bordo di una vera Porsche Cayenne Turbo GT, frutto di una partnership ufficiale tra la casa automobilistica e Capcom. Guidare tra i viali deserti, schivando le carcasse delle vecchie auto della polizia del ’98, spezza il ritmo claustrofobico e offre un senso di isolamento totale a cielo aperto.

A rendere tutto ancora più imprevedibile ci pensa il Meteo Dinamico: la pioggia acida che cade su Raccoon City può danneggiare l’equipaggiamento a lungo andare o attirare pericolosi nemici “elettrici”, costringendo il giocatore a cercare continuamente riparo all’interno degli edifici abbandonati.

Resident Evil Requiem | Il “Mistero Elpis” e il successo ai Game Awards

Che l’hype attorno a questo titolo fosse gigantesco era chiaro già dai The Game Awards 2025, dove Resident Evil Requiem ha letteralmente dominato la serata portandosi a casa il premio come “Gioco più atteso del 2026”, oltre ai riconoscimenti per il Miglior Comparto Tecnico (Visuals) e il Miglior Audio Design (grazie all’avveniristico Audio Binaurale 2.0).

Oltre ai protagonisti, la community è rimasta letteralmente ossessionata dal nuovo villain principale: il Dr. Victor Giddeon. La sua frase pronunciata nel trailer ufficiale, “Grace è la chiave per l’Overture della nostra sinfonia più oscura”, è diventata in pochissimo tempo il meme più condiviso dell’anno. Al centro del mistero c’è il virus Elpis, un nuovo agente patogeno/parassita che, a differenza del T-Virus o del virus Las Plagas, non decompone i corpi degli infetti ma li rende clinicamente perfetti, agili e letali.

Resident Evil Requiem | L’Evoluzione del Male: Da Resident Evil 0 a Requiem

Per comprendere l’incredibile balzo tecnologico e concettuale compiuto da Capcom nel 2026 con Requiem, è utile ripercorrere le tappe fondamentali e le innovazioni che hanno segnato la storia di questo franchise trentennale:

  • Resident Evil 1 (1996 – PS1/PC): Il capostipite indiscusso. Ha inventato il genere Survival Horror introducendo le inquadrature a telecamera fissa, i fondali pre-renderizzati e i celebri tank controls. La paura nasceva da ciò che l’inquadratura non ti permetteva di vedere.
  • Resident Evil 2 & 3 (1998/1999 – PS1/PC): Hanno espanso il raggio dell’azione introducendo lo “Scenario A/B” e, soprattutto, il mitico Nemesis, il primo vero prototipo di Stalker implacabile che ha ispirato i mostri odierni.
  • Resident Evil 0 (2002 – GameCube): Ha introdotto il sistema “Partner Zapping”, permettendo di controllare due personaggi (Rebecca e Billy) e scambiarli in tempo reale. Un’idea che oggi ritroviamo evoluta nel dualismo tra Grace e Leon.
  • Resident Evil Outbreak (2003 – PS2): Il primo e sfortunato tentativo di portare il survival horror online focalizzandosi su cittadini comuni, tra cui la giornalista Alyssa Ashcroft, madre di Grace.
  • Resident Evil 4 (2005 – GameCube/PS2): La rivoluzione della visuale “sopra la spalla” (Over the Shoulder) che ha ridefinito per sempre i canoni dei videogiochi d’azione moderni.
  • Resident Evil 7 & Village (2017/2021 – PS4/PS5/PC): Il debutto dello straordinario motore grafico RE Engine e il coraggioso passaggio alla visuale in prima persona, focalizzandosi sul realismo fotografico dei volti e degli ambienti.
  • Resident Evil Requiem (2026 – PS5 Pro/Xbox Series X2/PC): L’apice tecnologico. Unisce prima e terza persona, introduce il meteo dinamico, la guida dei veicoli e una narrazione a bivi basata sulla vulnerabilità emotiva dei protagonisti.

Tabella Comparativa delle Ere di Resident Evil

Era VideoludicaPiattaforme PrincipaliCaratteristica Tecnica ChiaveApproccio al Gameplay
Classica (Anni ’90)PS1, SEGA Saturn, PCFondali pre-renderizzati, telecamere fisseTerrore claustrofobico, enigmi e gestione risorse
Sperimentale (Anni ’00)Nintendo GameCube, PS2Primi modelli 3D completi, debutto dell’OnlineIntroduzione della cooperativa e della visuale in terza persona
Action (Anni ’10)PS3, Xbox 360, PCGrafica in Alta Definizione (HD)Focus sui combattimenti ravvicinati, sparatorie e QTE
Fotorealismo (Anni ’20)PS5 Pro, PC, Xbox X2RE Engine Next, Ray-Tracing 2.0, Audio BinauraleFusione di Prima/Terza persona, IA Adattiva, Meteo Dinamico

Resident Evil Requiem | Attenzione ai Leak e ai Falsi d’Autore: Il Parere della Redazione

In un clima di hype così smisurato che ha portato il gioco a superare i 2 milioni di wishlist in tempi record, il web è purtroppo diventato terreno fertile per contenuti fuorvianti e clickbait. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’autentica invasione di filmati palesemente falsi su YouTube e TikTok, spesso realizzati combinando intelligenze artificiali generative o mod di altri giochi horror indipendenti, spacciati per “leak ufficiali della trama”.

Il produttore Masato Kumazawa ha lanciato un appello ufficiale alla community, chiedendo esplicitamente di non condividere o visualizzare questi materiali per non rovinarsi i numerosi colpi di scena legati all’identità di Grace Ashcroft e ai suoi legami di sangue con le vecchie famiglie della saga. Capcom ha inoltre confermato che per preservare la visione artistica originale e non censurare la violenza o l’orrore visivo delle mutazioni dei nuovi “zombie mutanti”, il gioco ha mantenuto la classificazione unificata per adulti (CERO Z / PEGI 18) in tutto il mondo.

Il nostro consiglio editoriale è semplice: diffidate dalle scorciatoie sensazionalistiche e affidatevi solo ai canali di comunicazione ufficiali di Capcom. L’incubo a Raccoon City è ricominciato, e perdersi l’emozione di scoprire la verità su Grace Ashcroft direttamente pad alla mano sarebbe il vero, imperdonabile errore per ogni vero appassionato di Survival Horror.

Amministratore

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Autore su Cuore di Pandora.

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